mercoledì 30 aprile 2008

Basta! Basta! Basta!

2008-04-30 20:17 Imprenditore ucciso a Lamezia Terme Gino Benincasa, 64 anni, raggiunto da 15 colpi arma fuoco (ANSA)-LAMEZIA TERME (CATANZARO),30 APR- Un imprenditore del settore ittico, Gino Benincasa, 64 anni, e' stato ucciso a colpi di arma da fuoco a Lamezia Terme.Benincasa, da poco uscito dal provvedimento di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, e' stato raggiunto da almeno 15 colpi di arma da fuoco sotto casa, mentre stava salendo su un furgone per andare a prendere del pesce. Al momento dell'agguato, in via Gioacchino Murat, l'uomo era solo.
Basta, si dichiari guerra alla 'ndrangheta, lo Stato invii l'esercito, rafforzi le forze di polizia, ripulisca le procure e tribunali, ma senza la partecipazione attiva della società civile Calabrese, senza una rinnovata coscienza dei Calabresi, dal primo all'ultimo, dall'imprenditore all'operaio, dallo studente all'insegnante, dal parroco al sagrestano, dal vigile al Sindaco, non si potrà conseguire nessuna vittoria, al massimo si vincerà qualche battaglia ma non la guerra. Bisogna dare vita ad un movimento di liberazione dalla 'ndrangheta o diventeremo tutti affiliati, conniventi.
Buon I° maggio, per chi ha un lavoro da festeggiare è già tanto.

No comment


In fiamme 30 autobus a San Donato di Ninea.

martedì 29 aprile 2008

No comment







Torano Castello
Rifiuti, inerti, eternit, scarti e resti di bare nel nuovo cimitero di Torano Castello a ridosso dei loculi che ospitano le salme dei defunti.
Nel nuovo cimitero di Torano Castello regna l’incuria e il degrado, anche se ancora non è stato ultimato, a circa due metri dai nuovi loculi comunali già occupati, qualcuno ha pensato di scaricare materiali di risulta, pezzi di lapidi, eternit, plastica, involucri di lumini e pensate un po’, resti di bare accatastate sul cumulo di rifiuti.
Uno spettacolo non bello da vedere, ma la cosa che tocca la sensibilità delle persone che si recano al cimitero a fare visita ai propri cari, è vedere i resti delle bare, gli indumenti, forse appartenuti ai defunti, e le lapidi rotte con annessi accessori sparse per terra.
Come sappiamo, alcuni dei rifiuti posti in mostra sullo spiazzo adiacente i loculi, andrebbero trattati, perché ritenuti altamente pericolosi ed inquinanti, ma chi ha buttato li quei rifiuti probabilmente non ha ritenuto opportuno fare ciò. L’altro dato preoccupante che ci fa porre una delle tante domande sulla situazione attuale del nuovo cimitero e, “come mai chi dovrebbe controllare non effettua i relativi controlli, visto che vengono trattati rifiuti speciali”.
Il problema non è solo questo, sempre nel nuovo cimitero, nello spazio dove dovrebbe sorgere la chiesa, o forse un lucernaio di 300 posti, abbonda una discarica con ogni sorta di rifiuti, dall’eternit, alla plastica, alle bottiglie di vetro, a materiale di risulta, tegole, mattoni, lumini, e persino la rete di un letto.
Non vorremmo essere petulanti o noiosi nel descrivere la situazione che regna nel nuovo cimitero, ma forse qualcuno lo ha scambiato per una discarica, a discapito dei defunti e dei parenti dei defunti, che malgrado l’incuria totale, sono costretti, quando fanno visita ai loro cari, a sopportare anche lo spettacolo poco civile di un luogo sacro e di riposo eterno ridotto ad un letamaio senza offesa per i defunti che vi dimorano. Intanto i resti delle bare, delle lapidi e di tutti i rifiuti posti sul terreno nel nuovo cimitero continuano a restare li, sottoposti all’azione degli agenti atmosferici, e con grande pericolo per chi si reca al camposanto.
Gildo Anthony Urlandini

Ci risiamo..............






Torano Castello
Sequestrata dal Corpo Forestale dello Stato discarica abusiva nel comune di Torano Castello.
Il Corpo Forestale dello Stato, attraverso gli agenti della stazione di Rota Greca, hanno posto i sigilli ad una discarica non autorizzata, in un terreno privato i cui proprietari non erano a conoscenza, nella quale sono state rinvenute numerose lastre di eternit, materiali ferrosi, pneumatici ed altri materiali altamente inquinanti.
L’area sequestrata si trova nella zona denominata Cozzo di Chilla, nel territorio toranese, precisamente nella striscia di terra indicata con il nome di “Fossa del Lupo”, adiacente la strada interpoderale che collega l’abitato della frazione di Sartano con Casello 41.
L’immensa discarica seminascosta da un dirupo e dall’erba altissima, nascondeva rifiuti di ogni genere, insieme alle numerose lastre di eternit, che giacevano sul ciglio del precipizio sottostante dove chiunque ha potuto scaricato di tutto, perfino i materiali di risulta di potatura delle piante.
La zona era già segnalata con dei cartelli che vietavano lo scarico di rifiuti, ma chi non è abituato al senso civico e al rispetto dell’ambiente, scarica, magari di notte per non essere visto, e fugge alla faccia della più modesta decenza.
Il sequestro effettuato dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato, sta portando in questi ultimi tempi alla scoperta di numerose discariche abusive a cielo aperto, molte delle quali inquinanti, ed al sequestro di numerosi capannoni con copertura in eternit.
Della discarica abusiva sono stati informati i vigili urbani del comune di Torano Castello e il segretario comunale e, sembra che, nei prossimi giorni dovrebbe essere depositata da parte del Corpo Forestale dello Stato una denuncia presso la Procura della Repubblica di Cosenza.
Gildo Anthony Urlandini

domenica 27 aprile 2008

Passo dopo passo

Torano Castello
Quando il ballo da sensazioni ed emozioni nuove per chi lo pratica e si diverte, sia a fini sportivi che a fini amatoriali, lascia sempre un’impronta che resta impressa nella realtà dei dancer’s, specie quando essi sono giovanissimi. Un crescendo di successi sta portando alla ribalta regionale e nazionale gli allievi dell’accademia nazionale ballo “Ritmi Latini” di Torano Scalo. L’accademia si sta affermando in campo regionale e nazionale, in ogni settore del ballo “latino”, in ogni manifestazione raccoglie consensi pieni dagli esperti del ballo latino americano. Tra gli ultimi successi, aggiunti al palmares di tutto rispetto, i campionati regionali Fids 2008 tenutisi presso il palazzotto dello sport di Cirò Marina, dove i ragazzi dei maestri Giuseppe e Mafalda Ferraro e Sandra Montera, hanno collezionato tre primi posti e un quarto, per la gioia di tutta l’accademia.
Particolarmente si sono distinti nel ballo di coppia di danza latino americana, nella categoria under 11 classe C, Luigi Calabrese e Desirè Zecca, conquistando il primo posto; Calabrese Luigi, Caparelli Sharon, Cipolla Daniele, De Cicco Luana, Marasco Giulia, Rotondò Mariella, Ruffolo Irene, Vetere Chiara e Zecca Desirè, che hanno ottenuto due primi posti ed un quarto posto nelle categorie, Coreographic Dance, Show Dance e Synchro Dance nelle categorie under 11 classe C. Infine in ordine di conquista di trofei e consensi da parte degli esperti del settore ballo latino americano, è arrivata l’ennesima conferma con la vittoria dell’ottavo Trofeo Città dei Bronzi tenutosi a Reggio Calabria, dove gli allievi dell’accademia nazionale ballo “Ritmi Latini”, non si sono smentiti nel raggiungere il primo posto con relativa conquista del trofeo, mentre in quel di Spezzano Albanese, l’ulteriore consenso con la conquista del primo posto di tutti i gruppi di ballo dell’accademia, con ampi riconoscimenti e attestati per la tecnica per il gruppo allievi e per le coppie. Una realtà nel panorama artistico calabrese da tenere presente, dove i duri sacrifici degli allievi e la professionalità dei maestri hanno portato al successo pieno dell’accademia, che a breve spiccherà il volo nei concorsi nazionali, seguendo le orme degli istruttori.
Gildo Anthony Urlandini

martedì 22 aprile 2008

Le cattive notizie

Chi li ha visti?










Torano Castello
Comprati per decine di migliaia di euro e abbandonati a se stessi.
Attrezzature per i bimbi comprati da oltre cinque anni languono in disparte nell’abbandonato ex palazzetto dello sport e parte dietro il muro di sostegno della casa municipale di Torano Castello, mentre per altri non si conosce il luogo dove sono parcheggiati.
Dovevano essere il divertimento dei bambini una volta posizionati negli spazi verdi del territorio comunale, ma ancora oggi giacciono in attesa di essere messi all’opera nell’ormai magazzino comunale, ex palazzetto dello sport, dietro la casa comunale, a ridosso di alcune autovetture in disuso e in qualche altro posto con la speranza che qualcuno se ne prenda cura, mettendoli in funzione.
Da cinque anni e passa , le attrezzature furono comprate dall’ex amministrazione, per il divertimento dei bambini, visto che stava sorgendo il nuovo parco giochi a Torano Centro, mentre già esistevano quello di Sartano e dello Scalo. I cittadini si aspettavano di vedere i nuovi giochi piazzati al loro posto, ma il fato o l’incuria di chi doveva non ha voluto che tutti i giochi acquistati, solo un terzo, forse anche meno, sono stati messi in funzione, mentre gli altri per l’abbandono in cui versano sono quasi inservibili.
Oggi, quei beni materiali di proprietà del comune ma soprattutto dei cittadini, pagati con soldi pubblici, per una modica cifra di qualche decina di migliaia di euro, non hanno trovato la giusta collocazione negli spazi verdi comunali. Solo i pochissimi attrezzi per arredare il verde pubblico per la felicità dei bambini sono stati posizionati nel parco giochi di Torano Centro, aperto al pubblico senza inaugurazione e mortificando i benefattori che hanno elargito una donazione di cinquantamila euro per la sua realizzazione, ma non si riescono a vedere per l’erba alta che li sta coprendo.
Questo degli arredi per il verde pubblico-parco giochi è uno degli sprechi che in passato e anche al presente gli amministratori continuano a non curare, com’è evidenziato anche da una panchina buttata tra le erbacce a lato del magazzino, ex palazzetto dello sport, in attesa che qualcuno, forse qualche privato non la utilizzi privatamente in qualche giardino. Comunque rimane il rammarico per i cittadini dell’intero territorio comunale di non vedere sfruttati quelle decine di migliaia di euro spesi per giochi fantasmi.
Gildo Anthony Urlandini

Le buone notizie

Torano Castello Grande successo per l’iniziativa rientrante nel progetto del ministero della pubblica istruzione dal tema “Amico Libro”, tenutasi a Torano Castello, e curata dalla maestra Nella Cairo, promotrice del progetto lettura e organizzata dall’istituto comprensivo statale n.2 toranese. Un incontro nel quale si è parlato dell’importanza del libro e della lettura, considerati strumenti importanti nello stimolare la mente dei bambini, facendoli fantasticare, ragionare e meditare sulla buona lettura diventando essi stessi protagonisti. Nell’arco dell’iniziativa, alla quale hanno partecipato gli alunni delle classi quarte e quinte della scuola primaria e tutte le classi della scuola secondaria di I° grado di San Martino di Finita, hanno portato il loro contributo gli autori Riccardo Del Sordo, Nicoletta Torre e l’editore Michele Falco. Apprezzati i saluti del dirigente dell’istituto comprensivo statale n.2, Angelio Velio Sorcale, ma chi ha dominato la platea sono stati gli alunni e gli autori Del Sordo e Torre, i quali sono stati tempestati di domande sugli scritti da loro prodotti. Gli alunni nel porsi agli autori hanno inteso nel racconto “Mi ha svegliato il silenzio” di Nicoletta Torre, chiedere come è nata l’idea di far dialogare tra di loro, la strana coppia estiva, Chiara e Rob, due amici lontani fra di loro che attraverso una serie di lettere, nelle quali si raccontano esperienze ed errori, che li porteranno a diventare a poco a poco, motivo d’introspezione e crescita, ma soprattutto, lo scambio di lettere, saprà dare voce ai sentimenti di Chiara e Rob, cosi come sapranno dare voce ai propri sentimenti gli attenti interlocutori di Nicoletta Torre. Del Sordo invece con le sue “Fiabe calabresi illustrate” è il primo autore a raccontare una serie di fiabe calabresi, che proiettano gli alunni nel mondo fantastico delle fiabe della tradizione, che hanno costituito per i nostri avi e per noi, ma in primis costituiscono per i ragazzi, il terreno su cui la fantasia ha potuto germogliare e fiorire. Ciò a confermare, ha concluso Riccardo Del Sordo, come le storie che hanno contribuito a plasmare le nostre coscienze e ad affinare le nostre sensibilità, siano attuali e vadano rivalutate e fatte conoscere alle giovani generazioni come concentrato della saggezza e dell’inventiva dei popoli nel loro evolversi. Gildo Anthony Urlandini

lunedì 14 aprile 2008

Se questa è la vigilia.........................

...................figuriamocci la festa: c'è da stare poco allegri. Dispetto alla Montalcini al seggio"Faccia la fila come gli altri" di FRANCESCO BEI ROMA
Qui non c'entrano le cinque lauree, il premio Nobel per la medicina, le mille pubblicazioni e nemmeno il laticlavio a vita. Forse è semplicemente un fatto di educazione, quando da bambino ti insegnano a cedere il posto a chi è più anziano. Se poi l'anziano ha quasi 99 anni (tra 9 giorni) e non ci vede nemmeno bene, il fatto che si chiami Rita Levi Montalcini diventa evidentemente secondario. Eppure tutto ciò non è bastato a evitare alla senatrice a vita di dover attendere in piedi mezz'ora prima votare, per colpa della maleducazione di quattro elettori che si sono rifiutati di farla passare avanti. La scena si è svolta ieri poco prima di mezzogiorno a via Reggio Calabria, al seggio istituito presso la scuola "Falcone e Borsellino", vicino a piazza Bologna, quartiere medio-borghese della Capitale. La Montalcini si è presentata a braccetto di un accompagnatore il quale, vista la lunga fila, ha chiesto alle persone in coda la cortesia di far votare prima la signora. Senza presentare credenziali, solo un gesto di educazione verso un'anziana ipovedente. La risposta poteva essere scontata e invece no. "Faccia la fila come gli altri", ha risposto un cinquantenne. E così un'altra signora: "Non esiste, anch'io ho fretta di votare". E poi un altro e un'altra ancora: "Non vedo proprio il motivo". Allertato dagli scrutatori, a quel punto è intervenuto il presidente di seggio: "Senatrice, se vuole la facciamo passare avanti". Una gentilezza quasi scontata, che si concede normalmente alle donne in gravidanza, ai disabili, agli anziani. A quel punto però è stato il carattere della Montalcini a prendere il sopravvento: "Grazie presidente, preferisco restare in fila come gli altri. Pazienza". Una scrutatrice le ha quindi offerto una seggiola: "Almeno si sieda, prego". Ma la senatrice ha rifiutato anche quella: "No, grazie davvero. Preferisco restare in piedi". La rivincita contro quei pochi maleducati Montalcini se l'è presa poco dopo, al momento di uscire dal seggio. Tutti i ragazzi della sezione elettorale le si sono fatti intorno, davanti agli elettori ancora in fila, per chiederle l'autografo. "Vada avanti così". "Coraggio". L'episodio, in sé banale, potrebbe testimoniare al massimo dell'inciviltà dei tempi in cui viviamo, che ognuno può sperimentare salendo su un autobus o facendo una fila a uno sportello. Se non fosse che Rita Levi Montalcini è stato il bersaglio in questi due anni di una violenta campagna di discredito portata avanti con insistenza da alcuni esponenti politici del centrodestra e da alcuni quotidiani d'area. I ragazzi della Destra si distinsero in ferocia: "Diamole un incarico al Ghetto", "di profilo è pure più odiosa", erano le cose che si potevano leggere sul loro blog. Fino alla proposta di consegnarle un paio di stampelle, "tanto l'indirizzo lo conosciamo, vogliamo dargliele personalmente". Diceva il loro capo, Fabio Sabbatani Schiuma: "Loro, i senatori a vita, sono le stampelle di questo governo sì o no? E poi se son vecchi se ne stessero a casa". La Lega del resto non fu da meno, fino ad arrivare alla proposta di eliminare gli stanziamenti per la fondazione scientifica della senatrice. Non ci si stupisca se poi qualcuno non dà la precedenza a una signora centenaria, è già tanto che non le abbiano fatto lo sgambetto.
(14 aprile 2008)
Articolo tratto da REPUBBLICA

domenica 13 aprile 2008

A due passi da Sartano

Cavallerizzo "scivola" anche in Tribunale La causa promossa da due cittadine di Cavallerizzo che si oppongono alla delocalizzazione del centro abitatosalta ancora in tribunale. E’ la quarta volta che gli avvocati della Regione Calabria e del Comune di Cerzeto disertano l’udienza, non permettendo l’avvio della discussione di una causa probabilmente “spinosa”. Liliana Bianco e Carmelina Bruno non vogliono una casa nuova in contrada Pianette, non sono nemmeno andate a vedere il progetto in Prefettura. Sono sicure che il centro storico di Cavallerizzo è stabile al punto da poterci tornare a vivere. Al ricorso presentato dal loro legale di fiducia Antonio Ciacco hanno allegato una relazione geologica firmata da due docenti universitari, Antonino e Fabio Ietto che sostengono, tra l’altro, la realizzazione della nuova Cavallerizzo su un sito potenzialmente più franoso del vecchio centro. E, inoltre, la Protezione Civile non ha prodotto i documenti tecnici necessari depositandoli al Comune di Cerzeto e mostrandoli alla popolazione, come la legge prevede. Il ricorso presentato in tribunale chiede al giudice di annullare o sospendere la procedura di delocalizzazione di Cavallerizzo. Ma per quattro volte la Regione Calabria e il Comune di Cerzeto non hanno risposto.
Perché?

lunedì 7 aprile 2008

La politica, il politico e il politichese

Correva l'anno 195....................,la memoria non mi aiuta, parlava, dall'unico balcone di una delle case che si affacciavano sulla piazza della chiesa del mio paese, un tal: poteva essere Misasi, Antoniozzi o similar pensiero. -Blablabla, bla, blabla, bla……………….., vedo, parlando della Valle del Crati e del circondario, valli ubertose e ciminiere fumanti.- Fra gli ascoltatori un'anziana donna rivolgendosi alla vicina: - Cummàh? Tienimi a seggia ca mi vaju addugnu a ra casa; gh'ieri a ra Vaddr’u suorivu si su abbrittati puri i pulicani , avissumu i fa ka chissu ‘stasira 'mbìzza fuocu a ra fucagna? 
E' passato quasi mezzo secolo, nella Valle del Crati hanno progettato di tutto, dall'autodromo all'aeroporto,..................... il fiume è sempre li, sempre meno biondo.
!!!!!!!!!!!!!Come passa il tempo.

domenica 6 aprile 2008

Segno dei tempi?

http://www.tribunale.cosenza.it/astegiudiziarie/secondasel.aspx?id=148906&ida=77719&idp=86818&m=1&t=GENERALE http://www.tribunale.cosenza.it/astegiudiziarie/secondasel.aspx?id=148907&ida=77720&idp=86818&m=1&t=GENERALE
Il giorno 8 aprile 2 importanti lotti immobiliari andranno all'asta, al prezzo indicato c'è da supporre che l'asta sarà rinviata ad altra data con prezzo ribassato, quindi ..............................: aspettiamo, "è 'na prena ka figlia" prima o poi.

Conoscere per governare

Per gli amici e frequentatori di questo blog, riporto, uno stralcio tratto dal POR Calabria, che sicuramente i nostri amministratori e politici locali conoscono a mena dito. Nel post precedente, riguardante il Liceo di Torano, ponevo una domanda in merito all'andamento demografico a breve-medio-lungo termine della presenza di un sufficiente numero di allievi per poter continuare a mantenere in attività l'Istituto. La/le risposta-e dagli studi fatti dicono di no, non sono io a dirlo ma un documento ufficiale della Regione Calabria.
Il documento integrale, per chi ne avesse voglia, si può leggere a questo link:
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PROGRAMMA OPERATIVO REGIONE CALABRIA
FESR 2007 - 2013 CCI N° 2007 IT 161 PO 008
1.3. Conclusioni dell’analisi socioeconomica L'analisi del contesto calabrese ha evidenziato un consistente divario dei principali indicatori socioeconomici regionali nei confronti delle regioni italiane ed europee più avanzate. Per quanto riguarda il PIL pro capite, nonostante che nell’ultimo decennio abbia fatto registrare un discreto tasso di crescita, la Calabria rimane inchiodata su valori medi sensibilmente distanti da quelli nazionali e comunitari. La regione si caratterizza per una tendenza di medio-lungo periodo alla riduzione della base demografica, alimentata da saldi migratori negativi solo parzialmente compensati da saldi naturali positivi. Il declino del numero dei residenti non è generalizzato all’interno del territorio regionale. Interessa in maniera più marcata i piccoli centri abitati localizzati nelle aree interne montane e collinari, economicamente poco sviluppate e alle prese con uno spiccato deficit di dotazione di servizi alle persone, mentre i centri urbani più grandi, dove più alte sono le opportunità lavorative e dove è mediamente più estesa l’offerta di servizi, registrano una tendenza sostenuta all’attrazione di residenti. La dinamica demografica regionale evidenzia, quindi, da una parte, un progressivo spopolamento delle aree interne, con rischi di abbandono del presidio del territorio e, di conseguenza, di accentuazione dei fenomeni di dissesto idrogeologico a monte ma anche a valle, e, dall’altra, una crescita residenziale caotica dei centri urbani più grandi, con possibili effetti negativi sia di tipo ambientale (pressione antropica, inquinamento, ecc.) che sociale (aumento di episodi di discriminazione, emarginazione, criminalità, ecc.). Il territorio calabrese è stato investito da quelle dinamiche di crescita insediativa a bassa densità che hanno caratterizzato il tumultuoso sviluppo dell’urbanizzazione moderna in alcuni contesti nazionali. In molti contesti locali, città, centri medi, centri piccoli risultano fusi in un continuum edificato senza qualità, gerarchie, specificità funzionali ed adeguato standard insediativo, infrastrutturale e dei servizi, Le caratteristiche di queste forme dell’urbanizzazione sono empiricamente evidenti e tutte di segno negativo: la qualità edilizia ed insediativa è generalmente di basso livello, il livello dei servizi è di norma non adeguato, la corsa all’espansione edilizia ed i processi di crescita infrastrutturale ad essa correlati alimentano una spirale negativa di spesa pubblica di difficile governo (per manutenzioni, messa in sicurezza, infrastrutturazione a rete, servizi, ecc.). Le politiche urbanistiche comunali hanno assecondato, nella gran parte dei casi, queste dinamiche di espansione diffusa degli insediamenti, offrendo un quadro di formale legittimazione ai correlati processi di sfruttamento delle risorse non riproducibili del territorio. Deficitaria è in Calabria l’offerta di servizi collettivi socio-assistenziali in ambiti essenziali per la qualità della vita dei cittadini (assistenza sanitaria, assistenza domiciliare agli anziani, asili nido, ecc.). Carenza di servizi che ha conseguenze particolarmente negative sulla componente femminile, che si deve far carico del lavoro di cura verso i minori, gli anziani e le persone con diverse abilità, aggravando così le difficoltà di inserimento delle donne nel mercato del lavoro. Il mercato del lavoro regionale presenta livelli di partecipazione e di occupazione ancora lontani dagli obiettivi fissati dai Consigli Europei di Lisbona e Goteborg. Il tasso di occupazione della popolazione in età lavorativa si colloca ben 25 punti percentuali al di sotto del target europeo mentre il tasso di disoccupazione è sistematicamente più del doppio di quello nazionale. Consistenti sono le disparità di genere: il tasso di occupazione femminile è inferiore di circa 30 punti percentuali rispetto a quello maschile nonché all’obiettivo fissato dall’UE per il 2010. La componente femminile, inoltre, evidenzia rispetto agli uomini una maggiore incidenza di forme di occupazione di tipo precario. Anche i giovani presentano elevate difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro, sebbene connotati da alti livelli di istruzione, il che finisce per alimentare fenomeni rilevanti di emigrazione di capitale umano scolarizzato. I buoni livelli di scolarizzazione di base della popolazione regionale – peraltro sostenuta da un’offerta formativa scolastica e universitaria articolata – rappresentano un tratto positivo del contesto socio demografico calabrese, tuttavia riflettono una persistente scarsità di posti di lavoro. Infatti, le giovani generazioni, in mancanza di opportunità lavorative, tendono a continuare gli studi, posticipando il momento dell’ingresso nel mercato del lavoro. L’arretratezza economica della Calabria è senza dubbio connessa alla gracilità del sistema produttivo. Il valore aggiunto prodotto in regione è pari al 9,3% di quello del Mezzogiorno e appena al 2,2% di quello nazionale. La composizione del valore aggiunto regionale mostra un’elevata terziarizzazione (determinata soprattutto dall’ipertrofia del settore pubblico), un sovradimensionamento del primario (che in Calabria rappresenta notoriamente il settore rifugio dell’offerta di lavoro in eccesso, che non trova sbocchi 75/396 occupazionali in altri comparti) e un peso contenuto del settore industriale e, segnatamente, delle attività manifatturiere. La base produttiva regionale è particolarmente contenuta ed evidenzia significativi limiti strutturali. Prevalgono diffusamente le microimprese con assetti gestionali ed organizzativi elementari, incapaci di sostenere processi di crescita aziendale e, tanto meno, di sopperire alle diseconomie dimensionali attraverso l’attivazione di forme di cooperazione interaziendale. La ripartizione settoriale delle imprese e dell’occupazione, come già accennato per il valore aggiunto, conferma un consistente sovradimensionamento della Pubblica amministrazione, del commercio, dei servizi alle attività economiche, dell’edilizia. Al contrario, si registra un peso alquanto contenuto dell’industria manifatturiera, peraltro, fortemente incentrata su attività tradizionali (agroalimentare, lavorazione del legno e dei metalli, comparti questi che aggregano oltre la metà delle imprese manifatturiere regionali), principalmente orientate al soddisfacimento della domanda locale e alla fabbricazione di prodotti-input del settore delle costruzioni; estremamente esigua è, invece, l’incidenza di imprese operative in settori a maggiore contenuto tecnologico e di innovazione. Accanto alle numerose criticità, la struttura produttiva regionale palesa importanti punti di eccellenza, sebbene ancora isolati e non in grado di generare processi di sviluppo diffusi e duraturi. Tra questi si possono citare le specializzazioni agroalimentari di Sibari, del crotonese e del lamentino; le concentrazioni imprenditoriali nel settore metalmeccanico del crotonese e nel vibonese; il porto di Gioia Tauro. La debolezza del sistema produttivo calabrese ne condiziona il livello di apertura e la capacità di competere sui mercati esteri. Gli scambi commerciali si attestano su volumi alquanto modesti: esportazioni e importazioni pesano appena per il 2,9% sul PIL regionale, contro un valore nazionale di oltre il 40%. Il saldo commerciale è abbondantemente negativo (nel 2005, uguale 228.9 Meuro), denotando un elevato grado di dipendenza della regione. Irrilevante è anche la bilancia dei pagamenti tecnologica: gli incassi regionali per beni e servizi tecnologici incidono appena per lo 0,03% di quelli nazionali, mentre i pagamenti rappresentano lo 0,06%. Bassissimo è il livello degli investimenti in R&S, soprattutto di quelli privati, evidenziando un’incidenza sul PIL oltre 20 volte più bassa di quella nazionale e abissalmente lontana dal target fissato da Lisbona. Il ridotto grado di innovatività è rilevante anche per quanto riguarda il numero dei brevetti registrati da parte di imprese ed enti regionali (0,3% di quelli nazionali) e con riferimento agli addetti alle attività di ricerca e sviluppo: in Calabria ci sono 0,8 ricercatori per mille abitanti, meno di un terzo che in Italia. Il divario tecnologico della Calabria è sensibilmente accentuato per quanto riguarda la diffusione e l’utilizzo degli strumenti informatici, la copertura della banda larga e l’accesso ad internet da parte delle famiglie, delle piccole imprese e della Pubblica amministrazione centrale e locale. Le modeste performance del tessuto economico calabrese dipendono anche da un contesto ambientale scarsamente competitivo. Rilevante è la sottodotazione quali-quantitativa dello stock infrastrutturale: posto uguale a 100 il dato medio italiano, la Calabria raggiunge un indice di infrastrutturazione pari a 76. Il deficit di infrastrutture economiche regionali è addebitabile in larga misura alla carenza di impianti energetico-ambientali (48,3), di reti telematiche (58,4) e di reti e strutture bancarie (47). Per quanto riguarda le infrastrutture di trasporto, invece, in termini meramente quantitativi, la regione non si discosta dai valori medi nazionali. Tuttavia, permangono gravi criticità per quanto riguarda la dotazione di servizi di mobilità e logistica nonché i livelli prestazionali delle infrastrutture e dei servizi di trasporto. Notevolmente penalizzante per il sistema imprenditoriale è la relativa inefficienza del sistema del credito regionale: il costo del denaro in Calabria è molto più alto che nel resto del Mezzogiorno e dell’Italia. A ciò si correla un elevato rapporto sofferenze/impieghi, più del doppio di quello nazionale. Altro fenomeno che limita drasticamente le performance competitive del sistema produttivo regionale riguarda il problema della sicurezza e della legalità. La Calabria è, infatti, una delle regioni italiane a più alta densità di eventi delittuosi e di attività illecite messe in atto dalla criminalità organizzata. Nell’insieme, la mancanza di standard minimi di qualità del contesto determina una scarsa capacità di attrazione del sistema-Calabria. Con riferimento agli investimenti diretti esteri, la Calabria, con un valore dei flussi IDE sul PIL pari allo 0,02% (2002-2004), si colloca tra le ultime regioni italiane. Anche per quanto riguarda il turismo estero, la Calabria evidenzia un basso livello di attrattività: la spesa dei viaggiatori stranieri copre solo il 13,3% di quella complessiva (rispetto al 33% medio nazionale). Oltre che per un ridotto indice di attrazione internazionale, il settore turistico calabrese, nonostante negli ultimi anni abbia registrato apprezzabili tassi di crescita degli arrivi e delle presenze, presenta molte criticità strutturali: è prevalentemente di tipo balneare (8 turisti su 10 frequentano la Calabria per il mare); 76/396 è caratterizzato da una forte stagionalità, con conseguente eccessiva pressione antropica in alcune aree nel periodo estivo; evidenzia un sistema di accoglienza poco qualificato e diversificato, con un peso consistente, in alcuni territori, delle seconde case. Soprattutto, presenta una scarsa connessione con la promozione delle produzione tipiche regionali (es. artigianato artistico, enogastronomia, ecc.). e con la fruizione del patrimonio ambientale e culturale. Eppure la Calabria può fare riferimento ad un esteso e pregevole patrimonio ambientale (coste, aree protette, paesaggio rurale, ecc.) e culturale (siti archeologici, musei, monumenti, centri storici, minoranze linguistiche, ecc.), che, se adeguatamente valorizzato, può fornire un apporto rilevante alla crescita e alla qualificazione delle attività turistiche e, più in generale, allo sviluppo economico della regione. In quest’ottica, diventa estremamente rilevante il tema della salvaguardia del sistema ambientale regionale. La Calabria non è esente da fenomeni di deterioramento del patrimonio delle risorse naturali. Tra i problemi più acuti vi sono quelli relativi al rischio di dissesto idrogeologico, all’inquinamento delle coste, alla gestione razionale delle risorse idriche, alla gestione efficiente dei rifiuti. In conclusione, l’analisi del contesto regionale evidenzia numerosi vincoli di carattere sociale ed economico ma, allo stesso tempo, mette in luce importati potenzialità connesse alla presenza di una ragguardevole dotazione di risorse immobili e mobili (beni ambientali e culturali, eccellenze produttive, capitale umano secolarizzato), che tuttavia risultano sistematicamente sottoutilizzate. Il problema del ritardo di sviluppo della Calabria, dunque, non è dovuto tanto alla mancanza assoluta di precondizioni e di dotazioni per lo sviluppo quanto all’incapacità delle istituzioni pubbliche e private calabresi di tradurre le risorse materiali e immateriali regionali in occasioni di sviluppo duraturo e sostenibile. Da questo punto di vista, il sistema-Calabria risente massicciamente dell’inefficienza, dell’instabilità e della gracilità degli assetti politico-decisionali e amministrativi. In particolare, la Pubblica amministrazione regionale, ai diversi livelli, esprime forti deficit organizzativi e di competenze e una marcata incapacità di promuovere, sostenere e realizzare in maniera efficiente ed efficace programmi e iniziative di sviluppo socioeconomico di qualità

venerdì 4 aprile 2008

Se fossi un genitore..............

Lata: «Il Classico è una conquista sociale che sfugge alle logiche economiche» «Non chiudete quella classe» Il sindaco di Cerzeto interviene sul liceo di Torano TORANO CASTELLO Decisa presa di posizione del sindaco di Cerzeto, Gildo Lata, riguardo la possibile soppressione della IV ginnasiale di Torano. “Il liceo classico di Torano è un presidio di cultura e civiltà, pensare solo minimamente che possa avere problemi di attivazione di una sola classe è una cosa fuori da ogni logica”. ”Così si esprime il primo cittadino del centro italo-albanese limitrofo a Torano. “Ciò - prosegue - perché il liceo è l'unico istituto superiore del comprensorio e di conseguenza gli effetti negativi di un suo parziale funzionamento, che potrebbe essere tra l'altro l'anticamera della sua chiusura, si rifletterebbe negativamente su tutti i paesi vicini”.“Io e l' Amministrazione che rappresento faremo di tutto affinché ciò non avvenga, perché riteniamo il liceo classico di Torano una conquista sociale, la cui logica esistenziale non può essere messa in discussione da meri calcoli numerici ed economici, il problema è di civiltà, di diritto e di pari opportunità allo studio. Un comprensorio come il nostro ha il diritto sociale del mantenimento in vita del liceo”. Soddisfazione per questa netta presa di posizione viene, tra gli altri, dal Comitato Pro Torano che ha denunciato per primo la situazione del Classico toranese, cercando di sensibilizzare e far intervenire amministrazioni pubbliche, autorità scolastiche, partiti politici, associazioni, studenti e quanti altri fossero interessati al problema. Ciò sta avvenendo in modo massiccio, e per questo da più parti si è fiduciosi circa a risoluzione della vicenda. La realtà, allo stato attuale, vede iscritti alla IV ginnasiale, per il prossimo anno scolastico, 11 alunni a fronte degli almeno 16 richiesti. Differenza decisamente esigua che può realmente essere o “colmata” o “superata”, per come si esprime anche il Comitato Pro Torano. “Colmata” nel senso che, in vista dell'approvazione da parte delle autorità scolastiche dell' “organico di fatto” (quello “di diritto” ha già cancellato di fatto la IV ginnasiale di Torano!), ci siano le altre 5 iscrizioni, o “superata” nel senso che, molto più dignitosamente, venga riconosciuto al Liceo classico di Torano il suo reale status di istituzione guida (innegabile) e che non siano 5 esigue iscrizioni in più o in meno a dover decidere la soppressione di una classe. “E questo le leggi italiane che pur vengono spesso richiamate solo in senso negativo, in senso di limite, non sembrano certo vietarlo. Anzi, pare proprio che lo consentano anche!”. “Pertanto esistendone i presupposti”, da più parti ci si augura che il pericolo “soppressione classe”, rientri al più presto. Domenico Re
Tratto da: "IlQuotidianodellaCalabria" di venerdi 4 aprile 2008
Se fossi u n genitore interessato mi porrei un paio di domande su argomenti che nei vari articoli pubblicati sui giornali locali non compaiono.
La prima domanda è: visto che nelle intenzioni progettuali cementizie sull'attuale sede del Liceo dovrebbe sorgere un ampio parcheggio, qual'è la posizione dell'Amministrazione Comunale, il Sindaco che ne pensa?
La seconda: le previsioni a breve, medio e lungo termine sulla natalità nel comprensorio fino a quando consentirebbero di avere un numero idoneo di iscritti?
La terza: i risultati conseguiti dall'attività del Liceo sono stati monitorati?
Se le risposte a queste domande sono positive ben venga la nuova sede del Liceo, diversamente si cerca di difendere qualcosa di indifendibile solo per il gusto di appuntarsi una medaglia; vorrei sbagliarmi ....................................
Buon fine settimana.

mercoledì 2 aprile 2008

I° Posto

Non preoccupatevi, non allarmatevi: il primo posto riguarda questo blog nel motore di ricerca di Google; se fate una ricerca su Sartano il primo dato che appare nella pagina è: SARTANO Blog dedicato a Sartano con notizie locali, regionali e di sartanesi all'estero. sartano.blogspot.com Grazie e continuate a venirci a trovare.

martedì 1 aprile 2008

Venerdi Santo del 2 Aprile 1507

Oggi, 501 anni fa, moriva San Francesco di Paola, riporto una delle lettere, non sono tante, scritte dal Santo ai vari personaggi dell'epoca, non vi sembrano cose scritte qualche giorno fa?
Dalle « Lettere » di san Francesco da Paola - Lett. del 1486; cfr. ed. A. Galluzzi, Origini dell'Ordine dei Minimi, Roma 1967, pp. 121-122; qui testo leggermente adattato.
Il nostro Signore Gesù Cristo, che dà a tutti la giusta ricompensa, vi renda merito delle vostre fatiche. Guardatevi da ogni male, fuggite i pericoli, in qualunque luogo abbiate a recarvi o a dimorare. Noi, con tutti i nostri fratelli, benché siamo indegni, pregheremo sempre l'eterno Dio Padre e il Figlio suo Gesù Cristo e la gloriosa sua madre, la Vergine Maria, che vi aiutino sempre e vi guidino alla salvezza dell'anima e del corpo, e vi facciano progredire di bene in meglio fino alla fine.D'altra parte, fratelli, vi esorto e vi prego, quanto posso, di esser prudenti e diligenti circa la salvezza dell'anima vostra, pensando che la morte è sicura per tutti, che la vita è breve e altro non è che fumo che presto svanisce.Ricordatevi della passione del nostro Signore e Salvatore e pensate quanto infinito fu quell'ardore che discese dal cielo in terra per salvarci, che per noi soffrì tanti tormenti e subì la fame, il freddo, la sete, il caldo e ogni umana sofferenza, nulla rifiutando per amor nostro e dando esempio di perfetta pazienza e di perfetto amore. Siamo dunque tutti pazienti nelle nostre avversità e sopportiamole con amore, pensando che Gesù Cristo nostro Signore soffrì tanti affanni e tribolazioni per gli altri.Deponete dunque ogni odio e ogni inimicizia, guardatevi diligentemente dalle parole più aspre e, se ne uscissero dalla vostra bocca, non vi rincresca trarne il rimedio dalla stessa bocca da cui vennero inferte quelle ferite. E così perdonatevi a vicenda e poi non pensate più all'ingiuria arrecatavi. Il ricordo della malvagità è infatti ingiuria, colmo di follia, custodia del peccato, odio della giustizia, freccia rugginosa, veleno dell'anima, dispersione della virtù, tarlo della mente, confusione dell'orazione, lacerazione delle preghiere fatte a Dio, abbandono della carità, chiodo infisso nelle nostre anime, peccato che non viene mai meno e morte quotidiana.Amate la pace, perché è molto meglio di qualsiasi tesoro che i popoli possano avere. Sappiate certo che i nostri peccati muovono Dio all'ira. Per questo correggetevi e pentitevi dei vostri peccati passati, poiché Dio vi aspetta a braccia aperte. Ciò che nascondiamo al mondo, non si può nascondere a Dio: convertitevi sinceramente. Vivete in tal modo da ricevere la benedizione del Signore e la pace del Dio nostro Padre sia sempre con voi.