lunedì 27 settembre 2010

Cronache d'altri tempi

Dal libro:
Cronica delle Due Sicilie di C.de Sterlich dei marchesi di Cermignano
Di D. De Sterlich
Napoli
Tipografia: Gaetano Nobili
1841

Pag.50
Non è possibile che alcun paese d'Italia ripeta con tanta frequenza gli esempi di vite portate al di là del secolo. In Sartano , terra del comune di Torano in Calabria citeriore, è morto un contadino a nome Vincenzo Albanito, dell'età di anni cento e sei, vedovo cinque volte, padre di lunghissima prole , fatto cieco di ambo gli occhi nei suoi ultimi anni, vivendo in questi di limosina , di limosina seppellito.

venerdì 24 settembre 2010

Voi chi dite che io sia ?

Qulcuno si interroga, altri ignorano.


Non mi è sembrato vero leggere questo articolo. A chi è avvezzo a leggere questo blog, non sarà sfuggito l'articolo precedente nel quale facevo notare che anche il Comune di Torano e assente da questo piano strategico.
Alcune domande credo sia necessario farsele sul perché dell'assenza del nostro comune.
Il piano pare sia nato quando nel nostro comune regnava la precedente amministrazione capeggiata dal sindaco Iannace.
Non fu avvisato?
Fu avvisato e ritenne di non dovervi partecipare per motivi che qualcuno ci spiegherà?
L'attuale amministrazione è all'oscuro di questo progetto?
L'attuale giunta ne è a conoscenza ed intende partecipare?
Pur col beneficio d'inventario da applicarsi ai vari progetti o consorzi o reti fra comuni il piu delle volte nati solo per acchiappare qualche soldo dalle neo giunte regionali, mi pare che rimanere alla finestra a guardare non sia opera utile all'arte della politica  e della buona amministrazione.

Scusate il disturbo

giovedì 16 settembre 2010

Una possibile occasione persa o cosa?

Clik per ingradire

Sarà forse per le maglie troppo larghe, ma non vedo nella rete il nome del comune di Torano Castello.

Ammesso che lo si voglia, si tratta di prendere un treno in corsa, ma bisogna avere fiato e buone gambe.
Chi vivrà vedrà.

martedì 14 settembre 2010

La voglia di dire no alla ndrangheta ha smarrito la strada

Lunedì 13 Settembre 2010 19:32 di Ferdinando Piccolo*
"Taniche di benzina sul balcone di casa, auto fatte saltare in aria o crivellate di proiettili, intimidazioni via citofono, foto di figli nel passeggino accompagnate da lettere di avvertimento. È difficile per chi non vive e lavora in Calabria farsi un’idea di cosa voglia dire essere cronisti (e magistrati, carabinieri, poliziotti) in una regione dove quello che sarebbe inaccettabile per qualunque giornalista diventa la quotidianità. Ma anche chi vorrebbe leggere di questa realtà e documentarsi fa molta fatica, perché le notizie calabresi raramente escono dai confini regionali.
Agostino Pantano, Ferdinando Piccolo. Giuseppe Baglivo, Michele Albanese, Gianluca Albanese, Antonino Monteleone, Angela Corica, Agostino Urso, Lucio Musolino, Riccardo Giacoia, Saverio Puccio, Giovanni Verduci, Michele Inserra, Giuseppe Baldessarro, Guido Scarpino, Pietro Comito, Leonardo Rizzo, Filippo Cutrupi: Sono solo alcuni dei giornalisti e dei blogger che hanno ricevuto minacce, che sono stati aggrediti, sequestrati, intimiditi. Non per aver fatto uno scoop planetario, né per aver necessariamente messo in mezzo un potente famoso. Ma per aver riportato notizie raccolte in questura, in tribunale, in caserma: la routine del lavoro di cronista." (Cristina Bassi)
In Calabria basta un articolo di ordinaria amministrazione per ricevere, puntuale, una pallottola in redazione. Nessun timore, nemmeno stavolta riusciranno a farci paura, a farci tirare i remi in barca. Le minacce non servono a niente, non ci spaventano, le rispediamo al mittente e sulla busta ci mettiamo anche la firma. Proiettili vaganti, buste. Tanti postini che però ci fanno capire una cosa, parte della Calabria non vuole cambiare, e soprattutto ci fanno capire che la strada che abbiamo intrapreso è quella giusta.
Scrivere ciò che si vede e si scopre è il nostro mestiere, continueremo a farlo in piena libertà, nella convinzione che così facendo riusciremo a rendere il giusto servizio alla comunità. Abbiamo il diritto di non essere eroi”, Dopo l’ennesima intimidazione proviamo a farci sentire, non per avere pubblicità, ma per non essere lasciati soli e per dichiarare la volontà di “lavorare in pace”. “Presto ci spareranno addosso, perché capiranno che le cartucce, le bottiglie incendiarie, le telefonate, le minacce mafiose perpetrate nelle loro più variegate forme non funzionano”.
Di questi inviati di guerra in casa propria si occupa anche un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno, Roberto Maroni e a loro Roberta Mani, giornalista di Mediaset, ha dedicato un libro, Avamposto-Nella Calabria dei giornalisti infami, scritto con Roberto Rossi. È lei che prova a fare da tramite con un pubblico non solo locale per conto dei colleghi di cui ha raccolto le storie.
Non è facile vivere in Calabria, non è facile scrivere di ‘ndrangheta, denunciare. Ma bisogna sacrificarsi per la libertà di informare. Ci hanno detto-siediti- e ci siamo alzati, ci hanno detto-non fare questo, non fare quello- e noi l’abbiamo fatto… Ci hanno detto- non scrivere- e noi abbiamo scritto e continueremo a farlo. Non saranno proiettili, buste gialle, lettere minatorie a fermarci. Non sarà una macchina bruciata a fermare il nostro ardore, a frenare la nostra rabbia.
Non ci avrete mai. È questo il motto che lega tutti noi. Continuo ad amare questa terra. Continuo ad amare Polsi, per me il paradiso terrestre. Polsi che mi ha svezzato con il mio primo articolo. Polsi, che è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. In questi giorni, il 4 settembre, avevo scritto di una strada che collega Polsi a San Luca. Una strada da sistemare da almeno venti anni. Scrivo di un appalto di 12 milioni di euro vinto nel ‘96 da una ditta di Crotone che era poi andata in fallimento e del subappalto concesso a un’altra ditta di San Luca il cui proprietario aveva dichiarato di non aver mai ricevuto denaro.
Nel corso degli ultimi anni mi sono sempre occupato di cronaca nera, seguendo i principali fatti della sua terra. In particolare mi sono occupato giorni fa anche del Santuario di Polsi e della Festa della Madonna della Montagna. “Un Santuario – ha dichiarato il vescovo di Locri, Mons. Giuseppe Fiorini Morosini, – in cui si è consumata l’espressione più terribile della profanazione del sacro ed è stato fatto l’insulto più violento alla tradizione religiosa”. Il riferimento è alle immagini di un summit tra gli uomini delle cosche della ‘ndrangheta nel santuario diffuse qualche mese fa. Ho scritto, anche del recente “via vai di politici e amministratori pellegrini per un giorno al Santuario, tutti presenti a parole per strappare la madonnina alla ‘ndrangheta e restituirla ai calabresi onesti e devoti”.
Vivere in Calabria, in una terra trafitta dall’odio e dall’arroganza di una cultura Mafiosa che nella società odierna si fa sempre più strada, trovando consensi tra la genti e le persone che confidano nella Madonna di Polsi che nello stato, sempre più assente nel territorio Calabrese, in particolare nella Locride, la mia terra dove la parola Stato non ha nessun significato.
Mi chiamo Ferdinando Piccolo e sono un ragazzo iscritto in giornalismo, a scienze politiche, collaboro con il quotidiano della Calabria, e sono corrispondente di San Luca e dei paesi limitrofi. Sono abituato a Descrivere una realtà stravolta dai continui fatti di cronaca che ci caratterizzano e ci contraddistinguono. Nella mia terra lo Stato non esiste, si è dimenticato di noi. O Ci sta solamente usando. La realtà è che a differenza della Sicilia, in Calabria la voglia di reagire non c’è , perché ci fa comodo avere un compare sempre a disposizione, pronto a soddisfare i nostri desideri.
La voglia di dire no alla ‘ndrangheta ha smarrito la strada, al Bivio tra San Luca e Bovalino ha scelto la terza strada, per l’isola che non c’è. Ormai siamo troppo abituati ad alzarci con la puzza di sangue e coricarci con i vestiti impregnati di ‘ndrangheta. Ma la Locride non è solo Spaghetti e Malavita. L’Aspromonte non è il paradiso terrestre dei latitanti, Ma è soprattutto una terra che ammalia, strega, con i suoi sentieri intersecati in piccoli paesi. È vita. La voglia di reagire può nascere, come una ginestra che attecchisce dove il terreno non lo permette perché come dice lo scrittore di San Luca Corrado Alvaro: “La disperazione più grave che possa impadronirsi d’una società è il dubbio che vivere rettamente sia inutile. Basta un atto, un gesto, una parola per ricordarti che sei un uomo” .

*23 anni, giornalista

http://www.strill.it/index.php?option=com_content&task=view&id=78249&Itemid=119





giovedì 2 settembre 2010

La new town di Cavallerizzo di Cerzeto

New Town Calabria

La new town di Cavallerizzo di Cerzeto. In principio fu Cavallerizzo di Cerzeto. Non c'è solo L'Aquila, infatti, nei progetti di new town che la ditta Berlusconi & Bertolaso vuole disseminare su è giù per lo Stivale. Anzi, sotto certi aspetti, la vicenda di questo borgo arbereshe del cosentino è ancor più grave del caso aquilano. Perché di Cavallerizzo ormai nessuno parla più. Tranne il manifesto e pochi altri, il resto dei media ha steso il velo della censura su una storia che è la più eloquente narrazione del degrado istituzionale e dello sfascio ambientale di un'intera regione.
Una frana disastrosa e spettacolare cinque anni orsono. Che però mantenne intatto il centro storico di Cavallerizzo.

Per l'intero articolo New Town Calabria:
http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2010/mese/09/articolo/3317/

mercoledì 1 settembre 2010

Don Elio Perrone: "Dono e Mistero"

Lo Scoutismo a Sartano compie quarant'anni. Auguri

Il gruppo scout festeggia quarant'anni di attività

Sartano.Quarantanni di scoutismo è non li dimostra. Proprio così, lo scoutismo a Sartano compie quarant'anni e viene celebrato con la festa dell'Agesci (associazione guide e scout cattolici italiani) del gruppo scout Sartano 1. L'associazione nacque nel 1970, anche se i primi pionieri dell'associazione già nel 1966 avevano iniziato il cammino di formazione come squadriglia libera del gruppo scout di Roggiano Gravina. Gli scout a Sartano nacquero per volere di Don Elio Perrone, che da giovane parroco arrivato a Sartano volle istituire il movimento scoutistico sugli insegnamenti del fondatore dello scoutismo mondiale, Robert Stephenson Smith Baden Powell. Una novità quarantaquattro anni fa, che ha messo radici profonde, e per quasi mezzo secolo, è stato il punto di riferimento di almeno tre generazioni di giovani. Oggi i primi scout di Sartano sono già nonni, e come loro i figli e i loro nipoti oggi fanno parte della grande famiglia dell'Agesci. Nell'ambito dei festeggiamenti del quarantesimo anno di fondazione sono state allestite mostre fotografiche, dibattiti, proiezioni delle attività svolte sul campo durante gli anni di vita degli scout.(g.a.u.)


AVVISO PUBBLICO PER IL CONFERIMENTO DI UN INCARICO ESTERNO

https://acrobat.com/#d=aklg2gHkxJ8YkVUm*6pHBA

Cliccare sul link per visionare

Oggetto: Errata corrige all’AVVISO PUBBLICO PER IL CONFERIMENTO DI UN INCARICO ESTERNO ''RICOGNIZIONE, ANALISI, PROPOSTE , RILANCIO DELL’ENTE, PROCEDURE PER L’ASSISTENZA NEL RIASSETTO DELL’ ENTE”

Corrige al punto

VISTO l’art. 113 del D.Lgs. 18/8/2000 n. 267, “T.U. delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali”;

con:

VISTO il D.Lgs 29/93

VISTO il titolo IV - art. 88-90 e successivi del D.Lgs. 267/2000.

Errata corrige per mero errore materiale.

Torano Castello, li 01/09/2010