domenica 14 marzo 2010

Lettera aperta.

Al Sig. Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Al Segretario Generale della CGIL

Ai Compagni Giorgio e Guglielmo.

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Lo è stata? Io dico di NO
Lo è? Io dico di NO
Lo sarà? Lo spero
Le nuove forme di lavoro offendono i giovani in cerca di occupazione, chi non più giovane ne muore. Il lavoro in affitto o interinale o a tempo determinato non le ha imposte la destra a furia di barricate, il sindacato le ha subite sotto la spinta di certa area dei governi di centrosinistra, in cambio di ben poca cosa a favore dei lavoratori. Se poi queste nuove e avanzate forme di lavoro vengono adottate addirittura dagli ex Uffici di Collocamento e dalle organizzazioni  sindacali, l'articolo uno della nostra Costituzione non ha più ragion d'essere. Chi ha creduto e crede, come Simona e anche come chi scrive, nei valori della Democrazia, della Costituzione fatica e parecchio a continuare a credere in questi principi e comincia ad avere seri dubbi che il rispetto della democrazia e del lavoro vengano esercitati nei limiti della Costituzione.

Compagno Giorgio, compagno Guglielmo, lasciateci sperare in un mondo dove la democrazia ed il lavoro sono la faccia della stessa medaglia, lasciateci sperare in una classe politica in grado di mettere la parola fine ai lavoratori in affitto, lasciateci sperare in un futuro di lavoro certo, perché sulle incertezze non si costruisce nessun futuro.
Compagno Guglielmo, so che qualche provvedimento l'ha già preso o sta per farlo, ricordati che la Calabria non è ne la Lombardia ne il Piemonte o il NordEst. Gli abusi e i soprusi messi in atto da chiunque in Calabria  detiene poteri decisionali, opera nel pubblico, non sempre come in questo caso vengono rivendicati ad alta voce come ha fatto Simona, nella maggior parte dei casi si subisce in silenzio, forzoso o forzato.
Apprendere certe notizie su certi giornali fa ancora più male, non possiamo aggiungere al danno anche la beffa.
Con stima.
Cittadino e compagno
Tonino M.C. Chiodo